Santa Barbara New Press

A live lion and a Maasai warrior – what better way to get the point across?
The guest of honor, the massive lion was led on a leash by his trainer into a roomful of about 200 people Friday at “An Evening by the Sea with a Maasai Warrior” at the Cabrillo Arts Center. The event was designed to raise funds for the Maasai Wilderness Conservation Trust and the Maasai Foundation of East Africa, a Santa Barbara-based nonprofit organization.

VERA Magazine

Io ho scelto l’Africa
“Fame, miseria, guerra: chi non conosce il continente nero se lo immagina proprio di questo colore. Chi ci vive, riesce a cogliere una variopinta gamma di tonalità, fatta di valori, tradizioni, natura. Basta anche una sola volta in Africa per restarne affascinati. O conquistati per sempre”.

“L’africa era il sogno di Luca, non il mio! – racconta Antonella – …
Ora l’Africa è la mia casa ed i Maasai la mia famiglia. Siamo venuti in Kenya nel ’95 per realizzare un progetto di turismo ecosostenibile e solidale a favore dei Maasai.
In un paese dove il 70% del territorio è arido e la popolazione in 40 anni si è triplicata, la pressione per lottizzare le riserve delle tribù è molto alta…

Volevamo un lodge che garantisse entrate per tutelare il territorio e le tradizioni di questo popolo. Con i Maasai, in una sorta di joint-venture, abbiamo creato Campi ya Kanzi; noi abbiamo messo l’idea e i capitali, loro la terra. Abbiamo fatto scelte solo ecocompatibili: pannelli e boiler solari, carbone ricavato dai gusci del caffè… senza però rinunciare al confort. Lo stile di vita della tribù non è cambiato, certo: 40 di loro sono diventati camerieri, cuochi o guide…ma, finito di lavorare, tornano ad essere Maasai”.

Dove, il mensile di viaggi, cultura, stili di vita

Spa&Wellness in Kenya Soggiornando in lodge, campi tendati…

Dopo qualche giorno di riposo è il momento di partire alla scoperta della savana. Dalla pista di Ukunda, con un volo privato, si raggiunge il Campi Ya Kanzi per vivere unesperienza di turismo equo e solidale. Voluto da Luca e Antonella Belpietro, che si sono trasferiti a vivere qui, si trova su una terra di proprietà dei Maasai (della comunità Kuku). Ha vinto moltissimi premi, come il prestigioso Tourism of Tomorrow 2006, per la sostenibilità dellambiente e della popolazione locale che viene impiegata nel lodge a tutti i livelli. Chi soggiorna in questa riserva finanzia (con 30 dollari al giorno) il Maasai Wilderness Conservation Trust, una fondazione che sostiene scuole, ospedali e la vita quotidiana della popolazione.

Gente Viaggi

“Il piccolo Cessna supera senza incertezze nè formalità il confine tra tanzania e Kenya per riportarmi rapidamente dove tutto è iniziato. Campi ya Kanzi.

Prima di diventare un piccolo lodge di lusso era il campo da caccia di Ernest Hemingway. Sorge in posizione spettacolare tra il Kilimanjaro e le Chulu Hills, le Colline del Diavolo. Proprio qui Luca, italianissimo di Brescia, ha deciso di vivere con la famiglia. E’ lui che ha saputo organizzare l’intero viaggio ed è qui che vale la pena di fermarsi qualche giorno per chiudere in bellezza questo safari”.

National Geographic

“How Tourism Can Help”

If Africa’s wildlife and cultures are to be preserved for future generations, sustainable tourism is the only way to travel. Visitors can help support local aconomies and conservation efforts with these ecofriendly African adventures. At Campi ya Kanzi’s luxury tent camp in Kenya, activities for tourists include following wildlife on foot with local Maasai trackers.

Marie Claire Maison

Emozioni in Campo. Campi ya Kanzi:
vivere in un lodge in Kenya, dove le giornate sono un continuo safari non solo fotografico, ma di sentimenti, stile di vita, panorami indimenticabili Spazi immensi, un’energia primordiale, un’intensità che può far male. Bastan pochi giorni e notti qui per rendersene conto. Vedere la luna appesa nel cielo, ascoltare un bufalo che pascola intorno alla tenda di notte. ‘Un anno qui ne vale molti di più, tutto è talmente concentrato, ma forse ci sono ragioni più profonde per sentirsi legati a questa terra…’ spiega Luca e cita Aaron Latham che nel suo libro “leopardo di ghiaccio” scrive: ‘come il salmone risale il fiume, come la rondine ritrova la via del suo nido, così l’uomo ritorna in Africa, a casa’.

Gentleman

Dove regnano i Big Five
In una riserva Kenyana di 1.150 chilometri quadrati, Campi ya Kanzi, un lodge premiato dalla National Geographic Society. Dove la natura è selvaggia e lo stile Italiano. Merito di un imprenditore bresciano che si sente un po’ Maasai.

…e infine Campi ya Kanzi è un gioiello geofisico dai bagliori letterari. Incastonato nei 1150 chilometri quadrati di Kuku, terra rossa come le vesti dei suoi padroni e nera di lava remota come le loro faccie, spesso bellissime, a 1200 mt di altitudine (a proposit “quota proibitiva per le zanzare malariche”, specifica Luca Belpietro), alla confluenza del parco di Tsavo con il parco di Amboseli, guarda da una parte “la Montagna”, come Ernest Hemingway chiamava il Kilimanjaro, che si staglia appena al di là del confine con la Tanzania, e dall’altra le Chyulu Hills, le sue “Verdi colline d’Africa”….E di notte ripete poemi primordiali con le voci dei venti e degli animali. E a ogni alba si sveglia in un’immensità radiosa e vibrante di vite segrete, come se fosse sempre la prima alba del mondo.

Bresciaoggi

Campi ya Kanzi è la realizzazione di un sogno di un ragazzo bresciano, Luca Belpietro. Antonella Bonomi, allora fidanzata, oggi moglie, ha vinto le proprie paure e ha seguito Luca con passione, e alla fine è stata determinante nella realizzazione del sogno. Entrambi hanno deciso di dedicare la loro vita alla conservazione del patrimonio faunistico e culturale del paradiso che è diventato la loro dimora: Campi ya Kanzi…

Usa Today

10 great places to tread lightly on Earth Campi ya Kanzi, Mtito Andei, Kenya
Located in the foothills of Kilimanjaro, this safari camp with a difference offers rare wildlife viewing and a glimpse of Maasai culture. A joint venture between a private safari company and the Maasai community, the camp helps Maasai women preserve carft-making skills; beadwork profits benefit them directly.

Milano Finanza

In vacanza a casa maasai
…Campi ya Kanzi ospita al massimo 12 persone. Ogni alloggio è curato con attenzione nei minimi particolari. Oggi è più di una comoda ed accogliente dimora al centro della savana, ma un vero e proprio ranch, in cui il rapporto diretto con la fauna dà agli ospiti la possibilità di vivere la vera Africa. Il campo ha già ottenuto grandi risultati…

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