ecolodge

Eco-Lodge

Campi ya Kanzi ha due obiettivi fondamentali: farti vivere la vacanza più entusiasmante della tua vita e, allo stesso tempo, aiutare i Maasai a preservare il loro patrimonio culturale, faunistico e naturalistico. Qui scoprirai il vero turismo etico e solidale. Per ridurre al minimo l’impatto ambientale utilizziamo solo tecnologie all’avanguardia, dall’acqua che proviene dalla raccolta piovana e riscaldata dai pannelli solari, all’elettricità ottenuta da 120 pannelli fotovoltaici, fino al cibo cucinato su delle stufe in ghisa  usando solo carbone ecologico. Il lodge è interamente gestito insieme alla locale comunità Maasai.

Il Maasai Mara, che si estende per 600 miglia quadrate, può ospitare fino a 5 mila persone (76 acri per ospite); il Kuku Group Ranch (400 miglia quadrate), che ospita il lodge Campi ya Kanzi,  riserva i suoi spazi solo per 16 ospiti (17,500 acri per ospite!). Questa è la vera Africa, lontana dai mini bus e dalle folle rumorose; qui, in una riserva privata all’esterno di un parco nazionale, puoi passeggiare e goderti il panorama scortato dalla tua guida professionista e da un vero guerriero Maasai.

Anche se “unico” è un termine di cui troppo spesso si abusa, sembra essere stato letteralmente creato per il nostro campo.  A differenza di altri lodges, Campi ya Kanzi non sorge all’interno di un parco nazionale, né è in una concessione privata: è invece una cooperazione tra Luca ed Antonella ed  il popolo Maasai,  ed offre un’autentica esperienza di contatto con la cultura, la fauna e la natura selvagge più vere.
Il paesaggio offre molteplici scenari: ogni giorno è possibile scoprire nuove emozioni, passando da safari tradizionali in Land Rover aperte, a safari a piedi  completamente immersi nella natura selvaggia, a contatto con l’autentica  cultura Maasai.

Per dirlo con le parole di Edward Norton, presidente della Maasai Wilderness Conservation Fund negli Stati Uniti: «Il contributo di Campi ya Kanzi alla Maasai Wilderness Conservation Trust è un fulgido esempio di come il fascino e l’avventura del turismo degli ultimi anni, in uno dei piu’ bei posti rimasti  ancora selvaggi in Africa , possano effettivamente aiutare a preservare questi luoghi e la sua gente per il futuro.»

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