maasai

I Maasai

Maasai (e non Masai) è il nome corretto di questa nobile tribù e significa “popolo che parla il Maa”. I coloni europei utilizzavano erroneamente il termine Masai, poi rimasto nell’uso corrente. I Maasai  sono da sempre una popolazione speciale: a cominciare dalle loro “shuke”di colore rosso acceso che li distingue e dalla loro lancia, appoggiata sulla spalla, sono sempre fieri, calmi e coraggiosi, anche in caso di pericolo. Le truppe armate britanniche che cacciarono i Maasai dalle loro terre all’inizio del XX secolo avevano grande rispetto per questa impavida tribù. Fino ai tempi più recenti, l’unico modo che un ragazzo Maasai aveva di diventare guerriero era uccidere un leone con il solo aiuto della sua lancia.

Quando vedi un Maasai per la prima volta, probabilmente concorderai con ciò che Karen Blixen (Isak Dinesen) scrisse a proposito della sua esperienza in Africa nel suo libro “La mia Africa”: «Un guerriero Maasai è un’incredibile visione. Questi giovani uomini hanno, nel grado più alto, quella particolare forma di intelligenza che chiamiamo “chic”; audaci e selvaggiamente fantastici come sembrano, essi sono ancora risolutamente autentici e fedeli alla loro natura e ad un ideale immanente. Il loro stile non è un comportamento assunto, né un’imitazione di una perfezione estranea; è cresciuto interiormente, ed è un’espressione della razza e della loro storia e le loro lance ed i loro abiti sono parte del loro essere, così come lo sono le corna per il cervo».

La vera missione di Campi ya Kanzi è proteggere la terra dei Maasai e consentire all’intera comunità di continuare a vivere secondo le loro tradizioni e i loro costumi. Visitando Campi ya Kanzi, contribuirai significativamente al raggiungimento di questo scopo.
Non dimenticare che, per ogni giorno che trascorri a Campi ya Kanzi, devolvi $100 al Maasai Wilderness Conservation Trust, per la tutela della comunità Maasai e della loro fauna selvatica.

Riscontro








captcha